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Befana a piazza Navona: "Vogliamo farla anche quest'anno, ci stiamo lavorando"

Il presidente della commissione Commercio, Andrea Coia, a Romatoday: "E' un rompicapo ma troveremo una soluzione per preservare la tradizione e garantire il decoro"

Un altro Natale in piazza Navona senza mercatino? Sarebbe il terzo anno perso nel vano tentativo di riqualificare la festa. Ma mai dire mai. Il presidente della commissione Commercio, Andrea Coia, ribalta il quadro delineato dal municipio fino a pochi giorni fa. "Non ci sono i tempi di legge per fare un nuovo bando, Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione, ndr) fece notare che per la scorsa edizione avevamo sforato i 90 giorni di anticipo, anche stavolta sono già passati, ma non potevamo agire prima per un ricorso pendente al Tar". Così hanno più volte ribadito sia l'assessore municipale, Tatiana Campioni, che la presidente dem, Sabrina Alfonsi, annunciando che purtroppo anche questa edizione sarebbe saltata. Ma Coia ci racconta un'altra storia. "Stiamo facendo il possibile per far sì che la festa stavolta ci sia". E i tre mesi di Anac? "Non è chiaro se siano perentori nel parere dato da Cantone, sembra piuttosto che lo stop sia arrivato a seguito di irregolarità nella procedura di assegnazione dei posteggi, potrebbe insomma non essere determinante. Stiamo lavorando perché la festa ci sia". Con quale bando e con quali eventuali novità è ancora da capire.  

DA FIERA A FESTA - Il municipio ha richiesto al Campidoglio (con delibera di giunta da perfezionare in Aula) di mettere le mani sul famoso provvedimento comunale (35/2006) che inquadra il mercatino all'interno delle fiere. La categoria "fiere", lo ricordiamo, dà priorità nell'assegnazione dei posteggi al criterio "del maggior numero di presenze". E lo farà ancora fino al 7 maggio 2017, secondo quanto stabilito nella Conferenza Unificata Stato - Regioni in data 5 luglio 2012. Detto altrimenti: l'anzianità di licenza ha contato, e conterebbe anche quest'anno, più del resto, consentendo "ai medesimi operatori l’ammortamento degli investimenti sostenuti ai fini delle precedenti partecipazioni".

E' il criterio che l'anno scorso ha vinto sulla qualità, garantendo il posto ancora una volta agli operatori "storici" per lo più riconducibili alla famiglie Tredicine. In barba alla rivoluzione voluta dal municipio in nome del decoro. Da qui la richiesta ai Cinque Stelle di cambiare quella dicitura, di inserire il mercatino della Befana tra le "feste" e non tra le "fiere". E quel no come risposta arrivato quasi subito. 

"IL MUNICIPIO SCARICA IL BARILE" - "La dottoressa Sari (dipartimento Commercio, ndr) ha già detto che non si può fare, che non è ammissibile. E anche se lo fosse rallenterebbe tutto il meccanismo". E poi "è un tentativo di scaricare le responsabilità sul Comune, noi diamo una mano volentieri, ma il bando è del municipio". Passaggio già sottolineato dal presidente Coia, e già controribattuto dalla presidente Alfonsi che ha rimandato al mittente le "false spiegazioni": "Se vogliamo una Festa della Befana riqualificata dal punto di vista della qualità e rispettosa del principio della garanzia della più ampia partecipazione degli operatori economici, l'unica possibilità è quella che l'Assemblea Capitolina - unico soggetto titolato a farlo - tolga la Festa dalla categoria delle Fiere. È semplice, e non ci vuole molto"

E invece il presidente Cinque Stelle insiste: non solo non sarebbe un procedimento semplice - "impieghiamo due settimane di tempo" - ma andrebbe a "snaturare l'evento del passato, quello storico". Perché, spiega Coia, "ci sono persone che vogliono la festa tradizionale, altri che vogliono solo il decoro, noi vogliamo preservare gli interessi di tutti, senza deviare dalla normativa". Ma soprattutto, "vogliamo che quest'anno le bancarelle ci siano". 

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