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Addio al fico di via Margutta: i romani piangono uno dei simboli del Centro Storico

Per la seconda volta in 11 anni l’albero è stato colpito da un furgone di passaggio. Divenuto pericoloso, i Vigili del Fuoco hanno provveduto a potarlo. Da quella pianta ha preso origine il premio “Er mejo fico der bigonzo”

C’era una volta il fico di via Margutta. Dell’albero da frutto, cresciuto tra i sampietrini della storica via capitolina, è rimasto soltanto il tronco. E’ stato potato drasticamente o, come si dice in “capitozzato”. I suoi rami erano infatti divenuti pericolosi.

Il tamponamento ed i rami pericolosi

“Nella mattinata di giovedi 21 novembre un furgone lo ha urtato, rompendo il supporto di ferro che lo teneva accostato al muro – racconta Massimo, della tintoria Centoquattro Margutta – abbiamo chiamato di conseguenza la Polizia Municipale che, intervenuta sul posto, ha notato che i rami del fico erano agganciati ai cavi elettrici del palazzo”. Una situazione ritenuta pericolosa perché, venuto meno il supporto metallico, l’albero rischiava di cadere, trascinandosi dietro i cavi telefonici. Verificate le condizioni dell’albero, gli agenti del I Gruppo Trevi di Polizia Locale ha allertato i Vigili del Fuoco che, per ragioni di sicurezza, hanno tagliato i rami dell’albero.

Il precedente del 2008

Non è la prima volta che la sorte si accanisce con il fico di via Margutta. “Nel 2008 abbiamo assistito in diretta allo sradicamento della pianta che, anche in quell’occasione, venne tamponata da un altro grosso furgone” ha raccontato sempre il titolare della tintoria. In quell’occasione però intervenne Enrico Todi, fondatore della Galleria Vittoria, a sostituire l’albero. “Mio nonno si è sempre preso cura del fico – ha raccontato Tiziano M. Toti – all’epoca, insieme ad altri commercianti ed al Servizio Giardini, si diede infatti molto da fare per ripristinare la pianta”.

Un albero prezioso per via Margutta

L'episodio di undici anni fa è ricordato anche in una targa commemorativa. "Un albero po' da tanto dolore?/Certo si è nato in mezzo alle perzone/e che j'è entrato a tutti dentro al core" recita la poesia di Renato Merlino, dedicata al fico. All' episodio “doloroso”  ora se ne associa un altro. “La potatura - protesta la Galleria Vittoria -  non ha tenuto conto di quanto il fico sia importante per la storia di via Margutta, non ha tenuto contro delle targhe celebrative, delle poesie, del premio che porta il suo nome” .

Er mejo fico der bigonzo

Già perché a quella pianta la storica Galleria Vittoria si è ispirata anche epr attribuire il prestigioso “Mejo fico der bigonzo”, assegnato negli anni a personaggi del calibro di Giulio Andreotti, Gigi Proietti e Philippe Mexes. “Adesso dobbiamo capire come fare per ripristinare il fico, dobbiamo verificare se ad esempio è possibile fare un innesto. Sentiremo il Servizio Giardini per concordare un intervento” ha promesso Tiziano M. Todi. Il fico ormai è stato capitozzato, il danno è eviente. Ma le radici che lo legano a via Margutta sono ancora profonde. Resistono dagli anni Sessanta. Sono molto profonde.

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