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Tavolini, i commercianti: "Si rivedano criteri dei permessi". Ma il municipio promette la stretta

In Commissione il parere su tre piani di massima occupabilità. L'iter contro il tavolino selvaggio riparte. Ma le associazioni del settore promettono battaglia

"Mi hanno tolto tutti i tavolini nel 2010. Ma io ci ho basato un'impresa. Il mio fatturato è calato del 50 per cento, ho dovuto licenziare un terzo dei miei dipendenti". Mauro C. ha un ristorante vicino a piazza Navona. Protesta fuori dal I municipio. Insieme a una decina di lavoratori ha appena assistito a una commissione commercio dove, dopo mesi di stallo, i consiglieri hanno espresso parere positivo a tre piani di massima occupabilità. Parliamo delle mappature che stabiliscono la presenza di sedie, tavolini, ombrelloni e dehors dei ristoranti su strade e marciapiedi della Città Storica. 

Ieri è toccato a via della Pace, a largo Venosta e via Nicola Salvi. Zero occupazione per la prima, si conferma lo status quo per le altre due. I tre progetti andranno votati in Consiglio a settembre. La macchina procede a ritmi lentissimi, ma l'occasione per i commercianti aderenti all'associazione Lupe Roma è stata ottima per ribadire la posizione nettamente contraria rispetto alla stretta su decoro e sicurezza delle strade "a discapito di chi fa impresa". 

Il municipio da parte sua promette un'accelerata sull'iter. "Ricominceremo a votare rapidamente i progetti" assicura l'assessore al commercio della giunta Alfonsi, Tatiana Campioni. Dalla delibera del 2005, fortemente voluta dall'allora minisindaco Giuseppe Lobefaro, confermata nell'impianto originario sia nella versione del 2010 che in quella del 2014, ne sono stato votati in totale un centinaio. Ne devono passare in aula ancora 48 di quelli già realizzati dalla commissione di tecnici, chiamati a calcolare, metro alla mano, spazi e distanze consentiti.

"E' tutto fermo da quattro anni. Le delibere non arrivano mai in aula. Fino alla consiliatura di Orlando Corsetti si procedeva spediti" spiega Naim, ricordando via del Pellegrino, via della Scrofa, via Santa Maria del Pianto, piazza Firenze, via del Buon Consiglio. Tutto congelato negli uffici tecnici da anni. ""Restano ancora un centinaio di piani da votare. E' mancata la volontà politica" commenta ancora la consigliera dei Radicali. "Auspico che vengano presto approvati tutti quelli già progettati, ma anche quelli che sono in delibera ma che non stati ancora elaborati". Vedi Borgo Pio, isola ambientale, ancora da regolamentare, nonostante le segnalazioni della Sovrintendenza. 

Ma i commercianti promettono battaglia. Fabio Mina, presidente della Consulta del commercio del I municipio nonché a capo dell'associazione Lupe Roma (Libera unione pubblici esercizi) parla di dialogo aperto con il parlamentino: "Abbiamo detto sì al voto di tutti i piani di massima occupabilità rimasti, circa 50, ma con l'impegno da parte dell'amministrazione a un graduale superamento di questi come strumento. Con progetti strada per strada di riqualificazione con la collaborazione dei commercianti". Niente di scritto per il momento, ma Mina auspica che l'impegno finisca almeno in un atto di indirizzo in Consiglio. Una cosa è certa: si chiede una maggiore flessibilità: "L'idea dei tavolini zero ammazza il settore, e ammazza anche Roma"

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