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Esquilino, niente sfratto: la Casa dei Diritti Sociali vince il ricorso al TAR

Battaglia legale vinta dall’associazione che all’Esquilino ha insegnato l’italiano a 1600 stranieri. Il giudice respinge le richieste del Comune che voleva recuperare l’immobile

Il TAR del Lazio ha respinto le richieste avanzate dal Comune. La Casa dei Diritti Sociali può restare nella sua storica sede, in via Giolitti. E’ da lì che, negli ultimi 20 anni, si è radicata, diventando un punto di riferimento per migliaia di persone.

La vicenda

La battaglia legale della Casa dei Diritti è stata originata dal mancato rinnovo della concessione con cui, nel 2004, le era stato assegnato l'immobile. La richiesta di rinnovo, avanzata cinque anni più tardi, non ha mai ricevuto risposta da Roma Capitale. L’associazione è pertanto rimasta al suo posto, pagando il canone di locazione pattuito. Fino  a che, nel 2016, non ha ricevuto una comunicazione di Roma Capitale.

La richiesta del Comune

Nella sua lettera il Campidoglio aveva chiesto di “lasciare l’immobile senza persone e cose entro 10 giorni – ha spiegato Stefano Greco, l’avvocato che ha seguito la vicenda legale della Casa dei Diritti – noi, a differenza di altre associazioni che avevano ricevuto la medesima comunicazione, l’abbiamo subito impugnata”. La scelta si è rivelata vincente.

Scelte contraddittorie

La strategia legale della Casa dei Diritti si è articolata su un doppio binario. La mancata risposta alla richiesta, nel 2009, di prolungare la concessione, ha originato  “un difetto di motivazione ed anche una contraddittorietà” ha sottolineato l’avvocato Greco. Pochi mesi prima il Campidoglio gli aveva infatti concesso un altro rinnovo, quello della tenuta di registri anagrafici per le persone senza fissa dimora. Grazie a questo provvedimento, i clochard potevano eleggere come proprio domicilio la sede di via Giolitti. Il Comune dunque da una parte confermava la propria fiducia all’associazione, conferendogli la possibilità di svolgere il servizio a sostegno delle persone senza fissa dimora. Dall’altra però, non gli dava l’opportunità di restare nell’immobile. Un comportamento ambiguo e quindi, appunto, contraddittorio.

La delibera 140

C’è un’altra cosa che il giudice ha rilevato. Il motivo per cui non è stata rinnovata la concessione, nel 2009, non può essere legato alla Delibera 140 che, in effetti, è stata firmata dalla Giunta Marino nel 2015. “Quella delibera è solo programmatica, indica la strada che doveva seguire il comune, e prevedeva quindi un’approvazione in Aula Giulio Cesare che non è mai arrivata”. Sono invece arrivate le lettere per lasciare gli immobili di proprietà capitolina, alla Casa dei Diritti come a centinaia di altre realtà sparse nella Capitale.

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Ecco cosa prevede la Delibera 140

La Casa dei Diritti resta all'Esquilino

La sentenza del TAR, che il Comune può impugnare entro 60 giorni dalla sua notifica, consente alla Casa dei Diritti di restare al proprio posto. E’ lì che ogni anno, vengono garantite 900 consulenze legali. Ed è sempre lì, nel cuore del quartiere Esquilino,che ogni anni 1600 stranieri frequentano i corsi d’italiano.  “Ora la battaglia  - fanno sapere dalla Casa dei Diritti Sociali - si sposta nel riscrivere un regolamento comunale condiviso tra realtà cittadine ed il Comune”. Un percorso in parte già avviato che servirà “per creare nuovi spazi che possano riqualificare questa città”. L’obiettivo è ambizioso. Di certo però, un risultato, è stato raggiunto. In via Giolitti 225 non ci sarà nessuno sfratto.
 

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