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Tavolino 'selvaggio', dalle rimozioni ai sigilli: denuncia penale per due ristoranti del Centro

Quindici agenti in campo, la presidente del I municipio, Sabrina Alfonsi, e l'assessore alla Legalità, Alfonso Sabella: "Se tolgono anche solo un sigillo, valuteremo la possibilità di arresto"

Stavolta niente sgomberi e costose rimozioni di sedie e tavolini. I vigili hanno proceduto con la denuncia penale e i sigilli agli arredi di due locali del centro storico, in via delle Carrozze, al Le Bistrot Lounge, e in un altro bar ristorante in via di Panico. Un giro di vite nella lotta al tavolino selvaggio, che ormai nel I municipio va avanti da mesi. 

Blitz continui, sanzioni, camion carichi di arredi. Per poi vedere troppo spesso gli stessi abusi a distanza di pochi giorni, quando tutto è tornato alla normalità. Ma stavolta è cambiata la musica. Oggi in campo sono scesi una quindicina di agenti guidati dal Comandante dei vigili, Raffaele Clemente, ricorrendo al codice penale per combattere l'abusivismo commerciale. 

Viene applicato quanto previsto dagli art. 633 e 639bis del codice penale che prevedono la reclusione fino a due anni e una multa fino a 1.032 euro per coloro che occupano arbitrariamente il suolo pubblico o privato allo scopo di trarne profitto, reati per i quali, nel caso del suolo pubblico, si può procedere d'ufficio. 

Presente al blitz anche il presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, e l'assessore capitolino alla Legalità, Alfonso Sabella. "È una delle prime volte in cui invece di portare via i tavolini abusivi, con una spesa per l'amministrazione, apponiamo i sigilli, il cui responsabile sarà il proprietario del locale - spiega  - se ne schiodano anche solo uno, valuteremo la possibilità di arresto per violazione aggravata di sigilli".rimozioni 3-2

I controlli sono stati effettuati su sei locali. E oltre alle due denunce penali, le operazioni odierne hanno portato all'avvio di procedure da parte della ASL, per le pessime condizioni igieniche riscontrate di quattro attività di somministrazione, e che porteranno alla chiusura dei locali. E al riscontro, sempre per quattro attività commerciali, di 93680 euro di tasse evase. 

"Lo avevamo annunciato e oggi lo abbiamo messo in atto, anche perchè avevano gia' effettuato operazioni come questa- ha spiegato Alfonsi- A tutti i commercianti che hanno reiterato l'abuso in barba alle regole, nonostante precedenti rimozioni, questa mattina applicheremo il codice penale agli articoli 633 e 639 che prevedono la reclusione fino a 2 anni e una multa di oltre 1.000 euro per uso di beni pubblici per scopi privati.  I beni sequestrati resteranno a vista con il nastro lì dove sono perchè far vedere il bene sequestro è un'immagine importante per evitare il reiterarsi dell'azione. In questo modo non solo colpiamo la concorrenza sleale ma anche la ciminalità organizzata che passa attraverso il commercio abusivo".


 

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