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Colle Oppio, da anni regno del degrado con vista Colosseo

Buio pesto, sporcizia, dormitori. Ecco il parco, sopra l'area archeologica dei Fori, dove si è consumato lo stupro della turista 49enne australiana. Lo scorso gennaio l'inutile restyling

Una manifestazione di residenti del 2013

L'ultima denuncia sulle pagine del nostro giornale risale al 20 giugno scorso. Ma ne parliamo da anni. A Colle Oppio, nel parco dove la 49enne australiana è stata violentata nella notte a ridosso della Domus Aurea, sembra di essere a chilometri di distanza dal Raccordo. Buio pesto, rifiuti, droga nascosta tra gli alberi, dormitori di senzatetto fanno parte del paesaggio. Però siamo nel centro di Roma, vista Colosseo, sul colle stretto tra l'Esquilino e l'area archeologica dei Fori. Qui da sempre regna il degrado. Abbiamo raccontato di sporcizia e bivacchi nel 2013, constatando poi dopo due anni l'assenza di miglioramenti, lo scorso gennaio la partenza del restyling per il Giubileo, e dopo sei mei lo spreco di risorse: il parco è identico a prima. 

Qui degrado e sicurezza sono al limite. Ed era noto ben prima dell'episodio di violenza subito dalla donna, turista in vacanza nella Capitale. I lavori realizzati nel parco a gennaio con 309mila euro non hanno cambiato il volto del giardino, frequentato ogni giorno anche da romani, mamme con bambini del quartiere. Accanto alle opere di ingegneria ambientale, per fermare il dilavamento delle colline, il pacchetto di interventi prevedeva anche una serie di azioni sul fronte decoro. Verde tirato a lucido, restauro delle fontane, fornitura idrica per l'irrigazione, sostituzione degli arredi urbani. Un'operazione a tutto tondo per restituire al parchetto un volto che non lo facesse vergognare davanti agli occhi dei migliaia di turisti in visita per l'Anno Santo. Tutto inutile, o quasi, senza controlli e manutenzione. 

La strada aperta al traffico versa nelle condizioni peggiori. I prati ai lati di viale del Monte Oppio, incolti e pieni di cartacce, non sono esattamente "all'inglese", l'area giochi per bambini, tolte le altalene dove ancora, a terra, si legge un vecchio avviso "momentaneamente non utilizzabile", è circondata da panchine rotte e staccionate di legno divelte e abbandonate sul terreno. Tutt'intorno dormono i clochard, stesi su rettangoli di cartone., circondati da sacchetti con viveri e oggetti personali che spuntano nell'erba tra un giaciglio e l'altro o tra i rami bassi degli alberi. Non è servito a molto nemmeno il servizio di chiusura notturna del giardino, assicurato dall'amministrazione municipale dopo il restyling. E oggi, il giorno dopo la notizia dello stupro di una donna, si torna a parlarne. 

"Un immenso dispiacere per questa donna, che è stata aggredita e violentata a due passi dal Colosseo - scrivono su Facebook, nel gruppo del quartiere Esquilino, le mamme la cui lotta contro il degrado è davvero quotidiana - ignara dei pericoli che viviamo ogni giorno pur abitando nel centro della città! Abbiamo manifestato più volte i nostri timori, rabbrividisco al pensiero del pericolo scampato da mia madre ad Agosto e ho sempre più paura per me e per tutte le persone che abitano nel quartiere! Cos'altro deve accadere perché si prendano dei seri provvedimenti?". E ancora: "Sono mesi che lanciamo appelli sulla gestione dei cancelli, dei bivacchi, della pericolosità della situazione generale della zona. Chi risponderà di tutto questo? Qualcuno deve iniziare ad assumersi le sue responsabilità!".

I commenti di chi conosce la zona si sprecano, perché se certo non è il degrado il diretto colpevole della violenza, il luogo è tristemente noto e non per sorveglianza e sicurezza. "Da Termini l'ha portata a Colle Oppio. Come se fosse zona franca, la tana del lupo - scrive Valentina - un luogo nel cuore di Roma che dovrebbe essere presidiato dalle autorità giorno e notte. Senza parole. Mi dispiace. Quella zona potrebbe essere stupenda ed invece c'è un mucchio di puzza, sporcizia e disperati". Già, stupenda. Ma, di notte, fa paura. "Colle Oppio (che a Parigi sarebbe il parco più visitato di tutta la città) sta lentamente diventando un 'buco nero' - rincara Massimo -  mentre si continua a parlare di progettini e restauri ridicoli.....tutta l'area sta sprofondando nell'abisso del degrado umano". 

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