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Coronavirus a Roma, psicosi all'Esquilino: negli hotel piovono disdette, si svuotano i ristoranti cinesi

La titolare Zhou Fenxia, per tutti Sonia, spiega: "Noi ristoratori vogliamo tranquillizzare tutti e garantirvi che i nostri prodotti sono di provenienza certificata e tracciabile"

Foto Ansa

La psicosi coronavirus rischia di mettere in seria difficoltà le tante attività gestite da cinesi a Roma. Negozi e ristoranti si sono svuotati in questi giorni.

Chi può evita di passare nella "Chinatown" dell'Esquilino e, dopo il caso dei due contagiati accertati all'hotel Palatino in via Cavour, qualcuno ha deciso di disdire le prenotazioni in albergo. 

Titolare ristorante cinese: "Usiamo prodotti certificati"

Effetti da psicosi collettiva ingiustificati? Sì, secondo Sonia, titolare di 'Hang Zhou' il ristorante cinese più famoso, quello in via Nino Bixio. Un locale noto che, nonostante una clientela affezionata, ha pagato dazio.

"Questa agitazione mette a rischio le nostre attività", avvisa Sonia Zhou che spiega: "Ho parlato con tanti colleghi, non solo ristoratori ma anche parrucchieri, titolari di negozi. Sono preoccupati, se si prosegue così alcuni rischiano la chiusura". Sonia, poi, ha scritto un lungo post sui social spiegando: "Il problema peggiore è come viene distribuita l'informazione. In questi giorni sono stata intervistata più volte da vari telegiornali per la paura che si è creata, ma non è questo che mi preoccupa, infatti il mio timore è il razzismo. Per combattere la psicosi, noi ristoratori vogliamo tranquillizzarvi e garantirvi che tutti i nostri prodotti sono di provenienza certificata e tracciabile e che, nella nostra sede, nessuno dei nostri dipendenti è  tornato dalla Cina in questi ultimi mesi".

Ristoranti cinesi più voti dopo il coronavirus

Anche in altre zona del quartiere il quadro non migliore. In zona piazza Vittorio, fra Santa Maria Maggiore e la stazione, sono parecchi i ristoranti cinesi praticamente vuoti anche se tanti preferiscono non dare percentuali e non parlano volentieri del calo dei clienti. 

Una "situazione preoccupante" oltre che per la salute, quindi anche per il danno che potrebbe derivare all'economia del turismo in Italia e nella Capitale secondo Assoturismo Roma Confesercenti che parla di "un riscontro, ad oggi, del 20% di consumi in meno nei ristoranti cinesi ma anche etnici, mentre per gli hotel ancora il dato non è disponibile anche se un rapido sondaggio telefonico fa emergere un 5/8% di cancellazioni".

Sono "Roma e Milano - ricorda l'associazione - le due città con un quartiere cinese, quindi le più a rischio". E proprio nella Capitale le disdette potrebbero toccare quota meno 35%. Per Daniele Brocchi, coordinatore del turismo di Roma e del Lazio per Assoturismo, dunque, "la situazione si fa preoccupante, stiamo cercando di capire proprio in queste ore l'esatto numero di cancellazioni alberghiere legate alla cancellazione dei voli. Sicuro, però, è un immediato calo dei consumi verso la ristorazione cinese per paura di contagio legata non tanto ai cibi ma alla circolazione di persone", conclude.

Disdette in hotel dopo il contagio

Insomma, la paura c'è anche se non risulterebbero altre persone contagiate dal coronavirus, secondo quanto si apprende dal Grand Hotel Palatino di Roma. Né tra i dipendenti né tra i clienti, sottolineano dall'albergo in via Cavour, dove alloggiavano i due turisti cinesi positivi all'infezione.

Alcuni clienti, però, oggi sono usciti con le mascherine. Il direttore dell'albergo, Enzo Ciannelli: "Disdette? Sì ci sono state, era inevitabile visto il clamore. Ancora dobbiamo quantificarle".  

"Una coppia italiani che doveva arrivare stamattina alla fine non se l'è sentita di venire e ha disdetto la prenotazione. Il cliente deve essere libero di scegliere", ha aggiunto. "Noi abbiamo pochi ospiti cinesi tra i nostri clienti - dice una dipendente - Al momento siamo tranquilli, manteniamo la calma per non diffondere allarmismo".

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