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Ex cinema Apollo, il palazzo liberty del Comune con l'amianto sul tetto: "Raggi lo sa da più di un anno"

La presenza dell'eternit è stata certificata nel 2016. I residenti chiedono la bonifica subito. Oltre a un progetto che faccia rinascere gli spazi

La manifestazione fuori dall'ex Apollo

Le finestre della camera da letto del signor Gennaro danno esattamente sul cortile. Le polveri d'amianto è costretto a respirarle a cadenza quotidiana, da anni. Nella sua stessa condizione decine di residenti delle palazzine che circondano l'ex cinema Apollo di via Cairoli, un gioiellino liberty dei primi anni del XX secolo nel cuore dell'Esquilino, ex sala a luci rosse poi caduta nel più totale abbandono.

Dallo stabile piovono calcinacci e le infiltrazioni d'acqua sono ben visibili con crepe e macchie sull'intonaco, tanto che la porzione di marciapiede sottostante è stata interdetta al passaggio dei pedoni. Sul tetto poi c'è una copertura di eternit certificata già nel 2016 dal Centro regionale Amianto. Di cui la stessa sindaca Virginia Raggi dà conto in risposta a un'interrogazione sullo stato dell'edificio - e su progetti vari ed eventuali per il suo restyling - arrivata dal I municipio. 

"Via l'amianto dall'Apollo". E' lo striscione sorretto da residenti, comitati, esponenti politici. Sono passati in diversi al sit in organizzato venerdì 8 giugno sotto la sede dell'ex cinema. Si chiede all'amministrazione grillina di prendere di petto la situazione. Soprattutto per quanto riguarda la rimozione dell'amianto dal tetto, priorità assoluta in termini di salvaguardia della salute pubblica che la prima cittadina dimostra di conoscere. "Visto lo stato di degrado e abbandono in cui si trova l'immobile e la situazione di pericolo rilevata dal Centro di Riferimento Regionale Amainto - dipartimento prevenzione della Asl di Viterbo con relazione del 16 dicembre 2016, è stato sottoposto a sequestro conservativo disposto dalla Procura della Repubblica". Già, ma nessuno è intervenuto per garantire la salute dei romani.  

"Abito in via Pepe, le polveri di amianto le respiro direttamente dalle finestre di casa" racconta Gennaro Berger, cittadino residente ed esponente del comitato Esquilino Vivo, già in prima linea per il restauro di una scultura del Bernini nella vicina chiesa di Santa Bibiana, resa possibile grazie a fondi dell'Enpam. "Devono assolutamente intervenire con una seria bonifica. Siamo in una zona molto popolata, parliamo di un pericolo serio che il Comune sta prendendo sottogamba". Poi per quanto riguarda il recupero dello spazio, il progetto resta quello avanzato dalla cittadinanza nel lontano 2003: un centro multietnico con laboratori in cui si possano sperimentare le più varie espressioni delle diverse culture che animano il quartiere, con anche proiezioni di film in lingua originale. 

E' quanto proposero gli abitanti per scongiurare la realizzazione di una sala bingo, come era nei desiderata della proprietà. Il palazzo fu acquistato su pressione del rione dall'allora amministrazione Veltroni. Arrivò il bando e l'assegnazione a un'Ati guidata dalla società La Calendula srl. Il contratto di concessione però non è mai stato formalizzato. E il Consiglio di Stato ha riconosciuto le responsabilità del mancato accordo a una condotta irregolare da parte dell'aggiudicatario. Era il 2007. L'Apollo è poi caduto nel dimenticatoio.

"La situazione di pericolosità dell'edificio dell'ex Cinema Apollo è segnalata da tempo dai cittadini della zona - commentano i consiglieri municipali Pd Davide Curcio e Stefania Di Serio, primi firmatari dell'interrogazione rivolta alla sindaca - chiediamo al Campidoglio un intervento immediato.La situazione è grave". Prossimo appuntamento il 15 giugno in via del Tritone, i democratici hanno convocato una commissione Trasparenza capitolina per vederci chiaro. 

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