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Polemica all'Esquilino: “Chiudete quella moschea, è una miccia pericolosa”

Il consigliere Pdl Mollicone annuncia di aver chiesto verifiche sul luogo di preghiera di via San Vito: "E' una miccia pericolosa alla luce dei recenti fatti verificati a danno della comunità cristiana". Contrari Pd e Sel

Da magazzino a luogo di culto. E' questo il motivo che ha spinto il consigliere Pdl e  membro della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, Federico Mollicone a chiedere la chiusura del centro di preghiera islamico di via di San Vito all'Esquilino. Spiega Mollicone: “Attraverso gli uffici del Gabinetto del Sindaco Alemanno e a seguito delle segnalazioni dei Vigili Urbani, ho chiesto l'intervento immediato della Polizia Giudiziaria sull'apertura di un centro di preghiera islamico in Via di San Vito, nel Rione Esquilino. La struttura, come successo già in passato, è stata trasformata da magazzino in luogo di culto, contravvenendo ad ogni regola urbanistica ed igienico-sanitaria".

"Per queste ragioni - aggiunge - chiediamo la verifica immediata e la conseguente chiusura della struttura: essa rappresenta, infatti, un luogo di culto non autorizzabile sia dal punto di vista strettamente legale e del rispetto delle norme in materia, che dal punto di vista sociale e religioso, in quanto rappresenta - conclude Mollicone - una potenziale “miccia” pericolosa alla luce dei recenti fatti verificati a danno della comunità cristiana a livello internazionale".

Immediate le reazioni dell'opposizione che dal Pd a Sel hanno fatto sentire forte il loro no. "Difendere il diritto a una piena garanzia religiosa denunciando anche la persecuzione verso i cristiani - dice Foschi, consigliere regionale del Pd - è una cosa, e anche il Pd in Parlamento si è fatto promotore di un'iniziativa in tal senso, prendere a pretesto la tragedia di Alessandria d'Egitto, per lanciarsi in una guerra santa in Italia contro i musulmani è un'altra". Secondo Foschi, "dunque, le parole e gli attacchi di esponenti del centrodestra capitolino, come Mollicone, in merito alla chiusura di luoghi di culto musulmani definendoli “micce”, è un atteggiamento assai pericoloso. E' così, infatti, che si getta benzina sul fuoco e si inaspriscono i toni sottopone la città a rischi tremendi. E non sarebbero semplici micce. Quello che oggi la politica deve fare, per contrastare il terrorismo,é solamente favorire in tutti i modi possibili il dialogo tra le religioni e Roma, per storia, attualità e vocazione, è il luogo deputato a farlo".

Per il portavoce del Circolo Monti Esquilino e membro della segreteria regionale di Sinistra Ecologia Libertà Fabio Bonanno "piuttosto che occuparsi delle violazioni sulle norme igienico sanitarie di magazzini privati nel rione Esquilino adibiti a presunti luoghi di culto, il consigliere del Pdl Mollicone potrebbe consigliare a se stesso e al sindaco Alemanno di far rispettare le norme igienico sanitarie di luoghi pubblici come Piazza Vittorio o Piazza Guglielmo Pepe che sono spazi comuni la cui cura manutenzione e pulizia spetterebbe all'amministrazione capitolina e che invece sono sempre più abbandonati". Secondo l'esponente Sel, "collegare poi la pratica di una religione ad un pericolo, come fatto da Mollicone, è una dichiarazione che testimonia profonda ignoranza e irresponsabilità".

 

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