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Stop a minimarket e sexy shop nel Centro storico: sì in giunta al nuovo regolamento

Il provvedimento disciplina l'apertura di nuovi esercizi commerciali, suddividendo il centro storico in sotto aree. Ora la palla passa all'aula Giulio Cesare

Sì alla stretta su minimarket, friggitorie, pizzerie a taglio e in generale esercizi commerciali poco in linea con il decoro del tessuto commerciale cittadino. La giunta capitolina ha approvato il testo definitivo del Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali e artigianali nel territorio della Città Storica, integrando alcune delle osservazioni pervenute dai municipi, durante il consueto iter di espressione dei pareri.  

Il testo, che adesso dovrà passare dal voto dell'Aula, andrà a disciplinare la tutela del centro storico e dei rioni ricadenti nel Sito Unesco, con norme restrittive per le aperture di attività alimentari e la tipologia degli esercizi commerciali autorizzati. "Qualità e decoro nelle aree interessate, dunque, con una decisa stretta sulla proliferazione di minimarket e una particolare attenzione alla qualità dei prodotti commercializzati" commenta il Campidoglio tramite nota stampa.

Il provvedimento è studiato in base alle differenti peculiarità dell’area, distingue fra periferia della Città Storica, ambito intermedio e cuore del Sito Unesco, prevedendo per gli esercenti misure via via più stringenti a seconda della zona d’interesse.

Nell’area "periferica" – tenuto conto della necessità di agevolare investimenti e occupazione – viene normato il consumo sul posto di alimenti e bevande, secondo leggi nazionali di settore: gli esercizi di vendita e artigianali del comparto alimentare non potranno destinare uno spazio interno per il consumo sul posto superiore al 25% della superficie di vendita o di produzione, dovranno utilizzare arredi minimali, non potranno prevedere servizio al tavolo. Il tutto, per impedire che queste attività si trasformino in esercizi di somministrazione di alimenti e bevande "di fatto".

Per l’ambito intermedio, stop a "negozi-suk", come pure ad attività commerciali e insegne non consone al contesto di pregio urbanistico. Nello specifico, vale il divieto di aprire friggitorie, carrozzerie e autofficine, sexy shop, autolavaggi, hard e soft discount, sale con videogiochi e biliardi, attività di commercio all’ingrosso con o senza deposito merci e magazzini. Parallelamente, si legge nel comunicato stampa del Comune, "cresce la tutela delle attività ad alto valore storico o artigianale, quali i laboratori artigiani tranne alcune eccezioni, le erboristerie, le librerie, le cartolibrerie, l’antiquariato, le gallerie d’arte, le gioiellerie, le profumerie, i negozi di arredamento e design, gli atelier e le boutique di alta moda, i prodotti del commercio equo e solidale, ecologici e biologici, le ciclofficine, le parafarmacie, la vendita di tessuti, filati e ferramenta". Rientrano in quest’elenco anche "gli esercizi di vicinato alimentare fino a 250 mq e i laboratori artigianali del settore alimentare, a condizione che non consentano il consumo sul posto degli alimenti venduti o preparati. Tutti i "negozi storici", simbolo dell’eccellenza del Made in Rome.

Quanto al sito Unesco, infine, non saranno consentite nuove attività diverse da quelle tutelate, mentre saranno vietate le aperture di lavanderie self-service, vendita con apparecchi automatici, compro-oro, centri-massaggi e friggitorie. Per tre anni, inoltre, a partire dall’entrata in vigore del regolamento, divieto di apertura per tutte le tipologie del settore alimentare.

A cadenza biennale, è poi prevista una revisione degli indici di saturazione per la verifica di eventuali mutamenti e la conseguente eventuale eliminazione dei divieti di apertura. Per i progetti di qualità – previa verifica istruttoria effettuata da una Commissione Tecnica e successiva valutazione della Giunta Capitolina – si potranno decidere aperture in deroga di nuove attività.

Dalla codifica di precisi criteri di qualità per punti vendita al dettaglio e laboratori artigianali di prodotti alimentari, fino alle prescrizioni di adeguamento per le attività già operanti, il Regolamento prevede sanzioni amministrative fino alla sospensione delle attività in caso di violazioni da parte degli esercenti. Graduale la disciplina di adeguamento delle attività già in esercizio, che, per mettersi in regola, avranno dai 6 ai 12 mesi di tempo dall’entrata in vigore del provvedimento, a seconda delle diverse prescrizioni.

"Il Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali e artigianali nel territorio della Città Storica rappresenta un’inversione di rotta epocale rispetto al passato. Questa delibera è, tra l’altro, frutto di un attento lavoro partecipato dai municipi" afferma la sindaca Virginia Raggi. "Il lavoro realizzato si basa sull’analisi statistica del peso eccessivo che determinate attività hanno raggiunto in alcuni rioni storici della Capitale, allo scopo di riequilibrare i settori merceologici ripristinando legalità e decoro in aree di particolare pregio. Un impegno che ha richiesto del tempo per lo studio delle particolarità territoriali e la necessaria condivisione da parte dei Municipi coinvolti, allo scopo di realizzare uno strumento efficace per la tutela delle eccellenze locali, dei residenti e dell’immagine stessa della nostra città" conclude l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Adriano Meloni.

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