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Gay Village, l'allarme tra petizioni e diffide: "Il Comune vigili su traffico e musica alta"

Raccolte firme dei residenti e riunioni in Questura e Prefettura. Gli organizzatori: "Stiamo lavorando in collaborazione con le forze dell'ordine"

Gay Village, foto Ansa

Stop alla discoteca fino alle 4 del mattino, un altro ingresso dal lungotevere e (straordinari permettendo) pattuglie extra di vigili urbani da concentrare sulla kermesse. Il Gay Village è sotto stretta osservazione di forze dell'ordine e amministrazione. Dopo anni di permanenza all'Eur, la manifestazione lgbtq più famosa della città torna ai luoghi natali. La Città dell'Altra Economia, ex Mattatoio, ospiterà il festival dal 31 maggio all'8 settembre. Concerti, dibattiti, cinema e quant'altro. Un ricco calendario di appuntamenti per la bella stagione in partenza. Ma gli abitanti del rione temono la baraonda, inevitabile, che 5mila persone stimate a serata porteranno per le strade. Musica alta fino a notte fonda e vie invase dalle auto sette giorni su sette, dalle 19 in poi, sono l'incubo peggiore per quei testaccini che preferiscono il sonno alla movida. 

"Semplicemente non è il luogo adatto" spiega Yuri Trombetti, responsabile Politiche abitative della Segreteria romana del Pd, abitante del rione. "Fu spostato a Roma sud per gli stessi motivi per cui protestiamo oggi". Lo fece trasferire il sindaco Valter Veltroni. Correva l'anno 2006. Ma le perplessità di parte della cittadinanza si ripropongono oggi tali e quali. E allora, se anche l'utilizzo dello spazio per l'evento è disciplinato da un contratto tra privati (il consorzio Città dell'Altra Economia e l'Extralive srl che organizza il Gay Village), il Comune può mettere paletti, specie in risposta alle 500 firme di residenti che accompagnano la diffida già inviata al gabinetto del sindaco, ad Arpa Lazio, al dipartimento Ambiente e Cultura, alla presidente Pd del I municipio. Se ne è discusso in Questura, in Prefettura, nelle apposite commissioni consiliari. E la prima stretta è arrivata sull'orario. 

La giunta municipale ha espresso parere contrario all'estensione della festa fino alle 4 del mattino, accolto anche dal dipartimento Cultura capitolino. Poi c'è la questione mobilità. A breve partiranno i lavori di rifacimento del manto stradale su via Galvani, che nel tratto tra via Zabaglia e largo Dino Frisullo, diventa a senso unico. Da qui lo spostamento dell'ingresso principale sul lato del lungotevere, richiesto dalla Polizia locale e accolto dalla società. Ma sulla presenza di pattuglie extra dei vigili urbani, il Comando del I gruppo non si sbilancia: si tratta di turni di notte, straordinari quindi. Tocca capire quanti fondi arriveranno, mese per mese.

C'è poi chi ha chiesto direttamente il cambio di location. Vedi il consigliere dem Orlando Corsetti con una mozione ad hoc presentata in Assemblea capitolina. O un centinaio di cittadini che abitano sul lato di Porta Portese. Anche qui la petizione con allegati i fogli delle firme sono arrivati in Procura, al commissariato Celio, a Comune e municipi I e XII. "Le nostre rimostranze non hanno nulla di ideologico - si legge nel testo - ma è semplicemente inconcepibile sopportare musica e bassi ad alto volume per quattro mesi per le famiglie della zona che si devono alzare tutte le mattine per andare a lavorare. Chiediamo pertanto di fermare questo scempio"

"Siamo nel centro di Roma non in campagna, e il fiume fa da cassa di risonanza. I bassi sono insopportabili" si sfoga ai taccuini di RomaToday Elisabetta Fiorito, giornalista e scrittrice, residente sul Lungotevere Testaccio, in testa alla protesta. Ricorda le diverse manifestazioni già sopportate in passato: dall'Oktoberfest alla Festa dell'unità, che si sommano alle note assordanti proveniente dalle discoteche di via di Monte Testaccio. Sul punto si è espressa anche la minisindaca M5s del confinante XII municipio Silvia Crescimanno, definendo la scelta del luogo "inadatta e foriera di gravi problemi per la quiete pubblica". Considerate anche le centinaia di posteggi che saltano tutte le settimane nella notte tra sabato e domenica, per il vicino mercato di Porta Portese. Insomma, la richiesta è chiara - spostare l'evento altrove - seppur molto difficile da accontentare. Le danze si aprono tra meno di 48 ore. La speranza di chi ha sollevato il problema sta tutta nell'applicazione di misure in grado di limitare gli effetti. Tra le richieste, che ancora attendono risposte, dei limitatori dei decibel installati da Arpa Lazio e la Ztl attiva anche d'agosto. E' in programma per oggi una riunione al Comando della Polizia municipale per definire ulteriori dettagli. 

Nel frattempo gli organizzatori, contattati da RomaToday, rassicurano. "Stiamo lavorando in collaborazione con le forze dell'ordine per far sì che la manifestazione si svolga senza fastidi per i residenti" spiega Imma Battaglia. Per quanto riguardo il traffico "stiamo facendo una campagna massiva per spingere le persone a venire a piedi o in bicicletta. Abbiamo chiesto anche l'intervento dei vigili pagando il servizio di tasca nostra. E abbiamo spostato l'ingresso principale sul lungotevere". E per limitare al massimo il rumore, si garantisce l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia. "Useremo un impianto per ogni pista con quattro cluster e quattro diffusori orientati verso il centro della pista, sono progettati appositamente per limitare il suono all'ambiente interessato mantenendo i decibel nei limiti di legge". Chi sta fuori non dovrebbe avvertire particolare confusione. D'altra parte Battaglia difende a spada tratta il suo villaggio "rainbow": "Roma ha bisogno di belle manifestazioni, che portano valore ai territori, ora più che mai".

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