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Casa delle Donne, la Regione detta la linea: alle realtà no profit affitti adeguati ai servizi resi

Quantificare il valore dei servizi resi dalle realtà del Terzo Settore, per fissare i canoni di locazione degli immobili in loro concessione. Zingaretti: “Dalla Casa delle Donne parte una piccola rivoluzione”

Quanto valgono, in termini economici, i servizi resi nei locali pubblici? La Regione Lazio ha deciso di partire da quest’interrogativo per arrivare a definire, in via sperimentale, quale sia il canone di locazione da richiedere. E’ questo, in sintesi, il contenuto della delibera che il presidente Nicola Zingaretti è andato a presentare alla Casa Internazionale delle Donne.

La nuova delibera regionale

"Anche la Regione dispone di un patrimonio immobiliare molto ampio dentro il quale operano realtà no profit e del terzo settore che erogano servizi alla cittadinanza - ha spiegato Andrea Tardiola, il segretario della Giunta  regionale - Tradizionalmente abbiamo trattato questi soggetti con canoni a valore di mercato o con canone ricognitorio, cioè con un abbattimento standard e non proporzionato al valore economico dei servizi resi dentro quelle mura. Con questo salto in avanti proviamo a misurare questo valore per calibrare il rapporto, anche economico, con questi soggetti in modo da lasciargli la disponibilità economica per investire e finanziare quelle attività che per noi sono valore per il territorio".

Si parte con la Casa delle Donne

La sperimentazione prende avvio nella Casa delle Donne. Uno spazio sotto attacco, insieme a Lucha y Siesta ed al Movimento Non una di meno, pronto alla mobilitazione annunciata per il 18 febbraio in Campidoglio. "Ho sempre trovato inquietante e deprimente la sciatteria e la superficialità con la quale alcune istituzioni si sono approcciate alla Casa delle donne – ha commentato Nicola Zingaretti nel corso dell’appuntamento – tutto nasce da un'aggressione violenta, insensata, burocratica, sciatta, incredibile perché  chi piccona la storia di Roma non ha capito che una città  è anche identità”. 

Una piccola rivoluzione

La richiesta di riconsegnare i locali di via della Lungara 19, reca con sé anche un’inaspettata opportunità. “Forse  - ha sottolineato Zingaretti - è stata la miccia per aprire un processo che attueremo nella Regione Lazio e non solo per introdurre una 'norma ombrello guida' a livello nazionale e la Casa delle donne sarà protagonista di una nuova piccola rivoluzione italiana".

Come funziona la sperimentazione

La delibera sarà applicata proprio a partire dalla Casa delle Donne “somministreremo un questionario ma lo faremo con un numero sempre crescente di amministrazioni e chiameremo i comuni, formati da noi, a farlo a loro volta” ha annunciato il segretario Tardiola, che ha inoltre specificato che, la Regione, si è data la scadenza “da qui a fine anno per disciplinare differentemente le regole asciutte e spartane con cui oggi gestiamo i canoni delle associazioni che operano presso il nostro patrimonio”. Non è quindi il caso della Casa delle Donne né di Lucha y Siesta, con cui proseguirà la sperimentazione.

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La protesta

Le due realtà operano infatti all’interno d’immobili di proprietà comunale. Ed è al Campidoglio che si rivolgono per ottenere la possibilità di restare nei rispettivi spazi. Fatti di una storia, un’identità che, come ha avuto modo di sottolineare anche Zingaretti, è parte stessa della città
 

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