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Via Urbana pedonale, è "guerra" a colpi di volantini e petizioni

Il progetto Argiletum divide ancora il rione Monti. Favorevoli e contrari continuano a scontrarsi tra insulti a mezzo social network, volantini in strada e petizioni on line. E ci si mette anche Casa Pound

Via Urbana

A Monti non c'è pace. Le nuove misure di viabilità spaccano il rione come da due anni a questa parte. Pedonalizzazione sì, pedonalizzazione no, questo è il problema. Con l'ex sindaco Marino il progetto di chiusura al traffico di via Urbana non passò, i comitati pro e contro si scagliarono per settimane l'uno contro l'altro, la partita si chiuse con il compromesso dei parapedonali anti sosta. Oggi con i Cinque Stelle è arrivato Argiletum, il piano per trasformare il rione nella prima isola ambientale della città, ben oltre via Urbana pedonale. E lo scontro è ripartito. 

IL PIANO ARGILETUM PER MONTI: TUTTI I DETTAGLI

Presentato in commissione Mobilità ai cittadini a metà gennaio, il progetto ha già diviso in aula i presenti. E continua a farlo in strada e sul web. Da una parte il volantino firmato dal comitato Abitanti Monti che sta facendo il giro del rione (clicca foto in basso a destra). Vi si riassume in punti quanto previsto dal piano, bollato senza appello come "speculativo e privato", volto a favorire "solo il turismo di massa", portato avanti da "un gruppo di commercianti di via Urbana" che hanno l'esclusivo intento di creare "un percorso commerciale che accompagna il turismo di massa dalla stazione Termini fino al parco archeologico dei Fori". Insomma, un pericolo vero che "distruggerà quel poco che è rimasto della bellezza e dell'identità del rione". Perché, conclude, "le pedonalizzazioni favoriscono solo il turismo di massa, stravolgono le strade del centro storico romano, cancellano le vere attività artigianali". via-urbana-pedonale

Dall'altra parte la petizione on line su change.org (QUI IL LINK) lanciata due giorni in difesa del progetto dai gruppi di residenti sostenitori. "Il patrimonio storico e culturale dei rioni storici di Roma è enorme, tuttavia al momento è sottovalutato. E' necessario preservare tali ricchezze restituendole ai cittadini in modo che possano usufruirne e per far ciò è ideale sottrarre i rioni storici alle auto creando l'isola Ambientale Rione Monti". Ricordando poi che "le isole ambientali sono definite come zone urbane racchiuse all’interno di ciascuna maglia della viabilità principale, e la rete viaria che le serve è perciò costituita da sole strade locali. Sono dette "isole" in quanto interne alla maglia della viabilità principale ed "ambientali" in quanto finalizzate al recupero della vivibilità degli spazi urbani". Insomma, nessuna distruzione identitaria a detta di chi vuole liberare Monti dalle macchine. 

Tra questi troviamo il responsabile alla ciclabilità, Paolo Bellino, nominato dalla giunta grillina per seguire le tematiche legate a sostenibilità e due ruote. Mentre schierata contro il piano Raggi è la consigliera municipale dei Radicali, Nathalie Naim. Tra i due non scorre buon sangue e sui social gli scontri sono all'ordine del giorno. L'ultimo risale a ieri. La consigliera su Facebook accusa Bellino di aver proferito "nei miei confronti rabbiosi e irripetibili insulti sessisti, in pubblico nella vineria sotto casa sua, da quanto mi riferiscono si starebbe lasciando andare dopo qualche bicchiare di troppo. Ingaggiato dalla giunta Raggi con stipendio di circa 55.000 euro l'anno non si capisce bene a che titolo, visto che si fa chiamare dalla stampa "delegato alla ciclabilita" ma che i delegati sencondo lo Statuto di Roma Capitale non esistono e che i consulenti sono solo a titolo gratuito". Pronta la replica: "Ho solo pena per l'acredine e la mancanza di gioia, vitalità, amore per la città della consigliera Naim, che forsennatamente e incautamente si spinge fino ad accuse personali totalmente infondate, e che mirano solo a seminare inimicizia. Roma è tanto grande e bella da offrire rifugio anche a queste miserie". E sulla nomina: "Sono responsabile della ciclabilità della giunta, assunto ex articolo 90 tuel, con un compenso inferiore di circa 10.000 euri lordi all'anno rispetto al mio precedente lavoro". 

E se il clima già teso non bastasse, a scaldare gli animi ci pensa pure Casa Pound. La formazione neofascista ha firmato a sua volta un altro volantino, contro tutto e contro tutti (foto sotto). "No ai progetti di pedonalizzazione/piste ciclabili/isole ambientali che favoriscono solo i nuovi residenti radical chic stipendiati dall'amministrazione Raggi per snaturare il rione". Ma "Si al ripristino dell'ottobrata monticiana e di tutte quelle attività storiche spaccate via negli ultimi anni dalla preopotenza di consiglieri municipali come Nathalie Naim, per il solo moti o che disturbano la quiete dei suddetti". 

volantino casapound-2

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