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Non c'è pace per Campo Testaccio, niente consegna al municipio: il consigliere Diario ferma l'iter 

Bloccata la procedura per la consegna delle chiavi e l'avvio del progetto di calcio sociale. Su tutte le furie il municipio Pd: "Vicenda dai toni grotteschi"

L'area di campo Testaccio, immagine d'archivio

La consegna dell'area al I municipio sembrava a un passo. E invece il Comune è tornato alla carica per bloccare l'iter. Non c'è pace per campo Testaccio, pronto a rinascere con un nuovo progetto di calcio sociale, pensato e organizzato dal I municipio Pd, ma fermo perché il Campidoglio a trazione grillina rivuole l'area in gestione. Il consigliere M5s Angelo Diario, presidente della commissione Sport, ha frenato il passaggio di competenze depositando - come annunciato nelle scorse settimane - una proposta di deliberazione dell'Assemblea capitolina con la quale si riclassifica il campo di via Nicola Zabaglia come di interesse cittadino, attribuendone la competenza amministrativa allo stesso dipartimento. Su tutte le furie il I municipio. 

"La vicenda ha ormai assunto aspetti che definire grotteschi appare riduttivo, e può essere portata ad esempio dell'approssimazione, della opacità e dell'arroganza con cui dal Campidoglio gestiscono il potere, senza alcun rispetto per i cittadini e per il lavoro svolto nei territori dalle istituzioni municipali" dichiarano in una nota la presidente Sabrina Alfonsi e l'Assessore alle Politiche sociali e Sport Emiliano Monteverde. 

"A seguito dell’annuncio dell’accordo trovato dal Municipio I con la Regione Lazio e la A.S.P. Asilo Savoia per la realizzazione e la gestione di un campo di calcio nell’area dell’ex Campo Testaccio, grazie ad un finanziamento della stessa Regione, il Campidoglio – per bocca del Presidente della Commissione Sport Angelo Diario – dichiara con evidente disappunto di averci ripensato, e fa approvare una mozione con la quale si dichiara l’intenzione di riportare la storica area di Via Nicola Zabaglia nella competenza del Dipartimento Sport, sottraendola al Municipio I al quale era stata assegnata un anno e mezzo prima con la deliberazione dell’Assemblea Capitolina n.30/2019 proposta dallo stesso Diario. E’ appena il caso di sottolineare come, proprio sulla base di quella deliberazione, il Municipio avesse attivato un percorso di partecipazione con la cittadinanza e si fosse adoperato per reperire i fondi con i quali realizzare il progetto".

Gli amministratori dem riavvolgono il nastro della vicenda. "Dopo il nostro accesso agli atti, che aveva dimostrato come non ci fosse nessuna ostativa alla consegna del Campo al Municipio, a seguito delle nostre sollecitazioni è lo stesso Direttore del Dipartimento Sport a fissare, con una sua lettera, la data della consegna al 14 settembre, indicando addirittura i nomi dei funzionari incaricati di eseguire la disposizione". Poi l'intervento del consigliere Diario.

"Con una nota ha informato il dipartimento dell'avvenuto deposito della proposta di deliberazione dell'Assemblea capitolina con la quale si riclassifica l’area del Campo Testaccio come impianto di interesse cittadino e si attribuisce la competenza amministrativa allo stesso Dipartimento Sport, invitando gli uffici a non procedere alla consegna al Municipio fino al pronunciamento dell’Assemblea Capitolina. L'invito è prontamente raccolto dal Dirigente della Direzione Sport, che comunica di aver deciso per una 'breve dilazione temporale della consegna al fine di verificare se gli intendimenti comunicati dal Consigliere si traducano in provvedimenti deliberativi'".

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Poi ancora il municipio ricorda come avesse più volte invitato il Campidoglio a partecipare alla stesura del progetto, "a sedersi a un tavolo di confronto insieme alla Regione per condividere il protocollo d’intesa ma non ci hanno mai degnato di una risposta". "Ricordiamo - proseguono Alfonsi e Monteverde - che stiamo parlando di un progetto che gode di un finanziamento pubblico e prevede una gestione totalmente pubblica da parte di un ente – la A.S.P. Asilo Savoia - nel cui consiglio di amministrazione siede lo stesso Comune di Roma. Una modalità che consente di evitare qualsiasi forma di speculazione e che garantisce la possibilità di accesso alle fasce economicamente più deboli della popolazione, perseguendo in pieno l'interesse pubblico".

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